10 tedeschismi di ritorno da heidelberg

Lunedì, 28 Maggio, 2007

N°1

Il vero simbolo della Germania non è la porta di Brandeburgo, nemmeno il Muro di Berlino.

Il vero simbolo della Germania è il sandalo con il calzino.

Un vero tedesco lo riconosci da questo. Dal gusto nello scegliere il calzino giusto da accoppiare male al sandalo da passeggio.

Grande paese la Germania.

N°2

Ho capito due cose molto importanti in Germania. Tutto quel casino combinato coi ragionamenti sul fatto che i tedeschi sono una razza superiore avevano una motivazione ben precisa. Le donne. Le donne sono superiori davvero. Alte, bionde, full optional. Avevano ragione i tedeschi a sentirsi super-uomini. Il ragionamento la mattina allo specchio doveva essere più o meno questo: “Cazzo, ma se sono così brutto, porto i sandali col calzino e riesco ad avere per moglie una stangona simile come minimo sono un super uomo. Andiamo ad invadere la Polonia.”.

N°3

Non si può vivere un vita intera mangiando wurstel,crauti,cipolla,patate,asparagi bianchi e verdure cotte. Non si può proprio, come minimo a trentanni impazzisci e scrivi il mein kampfs. E poi vabbè che la birra è buona, ma per forza bevono solo quella: il vino fa schifo e l’acqua costa come il vino.

N°4

I disagi legati all’alimentazione portano i cinquatenni e le cinquantenni a diventare irrimediabilmente obesi. In dieci giorni avrò visto sei o sette signore sui sessantanni sotto i settanta chili. Qualcosa vorrà pur dire.

N°5

Questa è seria. Guardando le foto post-belliche della Germania distrutta e girando per le strade di Francoforte, piene di storia e modernità, verrebbe da pensare che la guerra non c’è mai stata o che sono passati almeno seicento anni. Invece la ferita è ancora aperta, è dietro l’angolo nelle ceneri dei quartieri ebraici ormai diventati musei. Una simile capacità di ricostruire dal nulla è la lezione più grande del popolo tedesco.

N°6

Non si può essere così puntuali e poco flessibili. Per forza i tedeschi hanno perso le guerre…Mai visto nel mondo un autobus o un treno che arriva in anticipo. Mai visto un treno che parte puntuale. In Italia, dalle mie parti, è solo un sogno. E abituarsi non è mica facile. Ho fatto una visita guidata con un tizio tedesco che ci ha richiamati per 4 minuti di ritardo e che ci ha fatto girare mezza Germania con passo da mezzofondista. Più che una guida sembrava un generale. Povero, non sa che cosa vuol dire viaggiare.

N°7

Ho visto la polizia tedesca entrare in un treno, picchiare, malmenare e scaraventare a terra un vecchio che aveva il torto di essere ubriaco e dire qualche frase di troppo. Violenza gratuita. Alla tedesca. No?

N°8

I musei sono molto economici. Ho pagato una media di 4 euro per musei che in Italia costerebbero il triplo. Ho visto Matisse, Picasso, Renoir, Degas, Munch, Warhol e tanti altri a prezzi irrisori. Ogni museo tra l’altro aveva una sala enorme ludica e didattica, tutta dedicata ai bambini che con il linguaggio del gioco venivano guidati a scoprire e produrre arte.

N°9

Altra lezione dalla Germania. Negli stessi giorni in cui leggevo sui giornali italiani che Napoli veniva sommersa dai rifiuti, osservavo come è organizzata la raccolta differenziata in un grande paese europeo. Si ricicla tutto. Ma davvero tutto. Contenitori differenziati ovunque e sempre. Molto vetro, poca plastica e alluminio. Vuoto a rendere ovunque. Al supermarket si possono consegnare le bottiglie vuote e ottenere in cambio buoni spesa. Come in Italia, giusto?

N°10

L’università italiana non è nemmeno paragonabile al perfetto sistema tedesco. Perfetto in tutto. Nella didattica, nell’organizzazione delle facoltà, nei servizi agli studenti. Nella vita da campus. Penso che meglio di mille convegni sull’università e sulla crisi italiana converrebbe organizzare una visita ad Heidelberg per il nostro governo.  Si potrebbe capire in tre giorni come valorizzare i talenti giovanili, come far funzionare il turismo, come valorizzare il prodotto locale e quanto può essere bello vivere in una città a misura d’uomo.

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8 Comments Add your own

  • 1. MonellaRock  |  Martedì, 29 Maggio, 2007 at 2:09

    ..azz! quando ci ritorni? Quasi quasi una scappatella ce la faccio..

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  • 2. cinzia pierangelini  |  Martedì, 5 Giugno, 2007 at 8:12

    e io mi ci trasferisco! (ma gli uomini son davvero così brutti?mia madre dice sempre che l’esercito tedesco mozzava il fiato!li avranno ammazzati tutti?)

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  • 3. Cup  |  Sabato, 9 Giugno, 2007 at 10:48

    Cercavo immagini per un post su Veronica Lario e sono capitata qui. Mi piace il tuo blog. Bravo! :)

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  • 4. Max  |  Martedì, 4 Settembre, 2007 at 11:57

    Interessante quello che dici, in buona parte sono d’accordo.
    Ma tu sei appena tornato dall’Erasmus? Se sì, magari ci siamo anche incontrati, visto che io sono qui ad Heidelberg come studente fisso.
    Ciao!

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  • 5. Ivana  |  Sabato, 15 Settembre, 2007 at 10:31

    Ciao, io parto per Heidelberg il 1 ottobre e sono felice di leggere queste notizie positive sul posto!

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  • 6. alessandro  |  Domenica, 3 Febbraio, 2008 at 7:56

    ciao, volevo qualche informazione su hedilberg e’ carina? si sta bene??

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  • 7. salvotom  |  Domenica, 3 Febbraio, 2008 at 9:34

    è splendida, non carina…è la città ideale per i giovani e l’università

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  • 8. Anonimo  |  Giovedì, 5 Febbraio, 2009 at 7:37

    Ciao! fantastico questo resoconto dell’esperienza in Germania! Se tutto va bene parto anch’io per Heidelberg a settembre!Mi ha fatto piacere leggere che il sistema scolastico sia ben organizzato ed efficente!!…molto bello il blog!

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