Archive for Novembre 2007
i consumatori sono sempre gli altri
Lo sciopero dei tassisti romani è il paradigma del modo in cui l’italiano medio concepisce la concorrenza, il libero mercato e il pubblico servizio. Chi ha avuto mai la sfortuna di prendere un taxi in una grande città ha toccato con mano la difficoltà di servirsene in tempi brevi e a prezzi modici, in particolar modo in orari e giorni particolari. 500 licenze in più a Roma sarebbero un buon viatico per migliorare il servizio. Come in ogni grande città bene amministrata. Invece no: lo stop, lo sciopero, le proteste. Ogni piccola casta che si ribelle e difende i propri privilegi. Oggi i tassisti, domani i medici e gli avvocati, dopodomani i giornalisti. Guai a toccare i privilegi di qualcuno per migliorare il servizio per tutti.
Così come succede per i telefoni e l’energia al minimo acceno di riforma partono le proteste di un Paese stanco, pauroso e vecchio.
4 comments Giovedì, 29 Novembre, 2007
Manifesto: questo è uno spazio aperto. altrimenti chiude (forse) Passiamo parola, mettiamo parola.
Un blog vive di casino.
Di discussione aperta, confronto, dialogo.
Spesso in queste lunghe pause che faccio qualcuno dei miei trenta amici lettori mi dice, “ma perchè non lo aggiorni il tuo blog”. Bene, io lo aggiornerò più spesso, ma un blog vive dei commenti e degli stimoli di chi lo legge ogni giorno o di chi passa per caso. Un blog vive di passaparola.
Quando l’ho aperto non l’ho aperto mica per mettermi su una sedia e urlare al mondo il mio scazzo. O meglio anche ma non solo per questo. Sulla sedia a urlare ci possiamo mettere tutti. Sono i benvenuti i vostri commenti e i vostri interventi. Pubblico tutto. Ovviamente senza mai mancare nel rispetto reciproco. Con le trenta persone che ogni tanto passano ci vediamo poco o nulla, perchè non utlizzare questo spazio per confrontarci. Insomma passiamo parola e mettiamo parola.
Se in un mese non lo ravviviamo facciamo che questo spazio insignificante chiude. Spirerà la notte di capodanno.
7 comments Mercoledì, 28 Novembre, 2007
rainvest
Dalla insana passione giornalistica per gli omicidi e dal numero spropositato di approfondimenti giornalistici si può evincere come è possibile distorcere la realtà e l’importanza dei fatti in una moderna democrazia televisiva. Mettere l’accento sul sangue e sul sesso. Distogliere l’attenzione dai problemi reali del Paese.
Più reality meno reportage. Più telefilm meno film. Più nascondi e rendi accettabile meno problemi avrai.
E poi gli alti dirigenti rai fanno le verginelle stupefatte quando si scopre che non esistevano più Rai e Mediaset ma soltanto Rainvest. E’ il sistema. Di cosa ci si sorprende.
E soprattutto, i giornalisti Rai che ora chiedono le teste e fanno gli indignati dov’erano in quei giorni. Avevano la schiena curva sulle scrivanie per il troppo lavoro oppure guardare a terra era l’unico modo per non rischiare la fine degli epurati. Tutti indignati adesso, vero? Teniamo tutti famiglia è vero…Al ministro delle politiche per la famiglia consiglierei un fondo di assistenza per chi denuncia i soprusi e gli stupri al buon senso e alla legalità che ogni giorno si perpetrano nel mondo del lavoro.

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prospettive da paese normale
In un paese normale adesso succederebbe che la maggioranza smette di fare i capricci, che tutte le forze democratiche si uniscono e fanno due o tre riforme che permettano di espellere il virus populista e anti democratico dal Bel Paese.
Non si è mai visto che un giorno uno sale sul predellino di una Mercedes e urla al mondo che il suo partito è sciolto e nasce uno nuovo. Non si è mai visto che il giorno prima siamo tutti nella Casa della Libertà e l’indomani gli ex alleati sono dei poveracci. Non si è mai visto se non in qualche repubblica sudamericana o africana.
Non so come andrà a finire, perchè dall’imbarbarimento del nostro Bel Paese ci possiamo aspettare di tutto, ma nella profonda e radicale differenza di genesi tra il Pdl e il Partito democratico c’è tutta la differente cultura politica e civile di un Paese che non si rassegna a soccombere.
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a cuore pesante
Da quando non aggiorno il blog spesso, faccio sempre fatica a scrivere dopo tanto tempo.
Mi prende la sindrome da pagina bianca. Come se quello che avessi scritto prima non esistesse più o come se fosse così lontano da non sentirlo più mio.
Forse è l’effetto della velocità con cui cambia il mondo e della estrema velocità con cui cambiano le mie prospettive, le mie speranze e i miei sogni.
Alcune costanti però è possibile rintracciarle. Nel bene e nel male.
Nel male sono tante ma scriverle equivale a dare loro una possibilità in più di esistere. Così voglio liquidarle con un semplice vaffanculo.
Nel bene sono poche ma buone. Sarietta, la mia famiglia, gli amici di sempre. E’ a loro che dedico tutti i miei sforzi di farmi valere in un mondo che sembra sempre più rifiutare la ragione, la speranza e la carità.
2 comments Mercoledì, 28 Novembre, 2007



