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a guardia e ladri
Oggi per caso mi è capitato di osservare una scolaresca in visita guidata a Catania.
In un momento di sosta, mentre alcuni giocavano tranquilli improvvisamente un gruppetto al grido di “Forza Catania” ha attaccato un’altro gruppetto che mimava manganellate e pugni.
Dal mimo si è passato presto alla rappresentazione. Due bimbi si sono accapigliati, uno è caduto per terra.
Intervengono le maestre.
“Gli ultras e i poliziotti”. Variante malata e violenta del mio innocuo “guardia e ladri” di bambino.
Il danno peggiore che fa la violenza di questi giorni forse ci sbatterà in faccia quando il seme dell’odio che si pianta oggi, domani diventerà pianta.
Dobbiamo fare qualcosa.
1 comment Martedì, 6 Febbraio, 2007
38 anni
Non basterà il silenzio e nemmeno la vergogna.
Non basta nulla quando un uomo perde la vita, quando una famiglia è distrutta.
Come spiegare a quei bambini rimasti orfani che il loro papà non è morto in guerra ma è morto per una partita di pallone?
Quali parole trovare? Come trovare una cornice di senso per un quadro così stupido, insensato e selvaggio.
Non basterà nulla.
Perchè abbiamo il passo del granchio. Perchè il problema è politico.
Perchè la politica discute di partiti unici e vertici di maggioranza. Perchè l’unico interesse è avvicendarsi al potere. Perchè la distanza che separa la classe dirigente dai problemi reali è ormai incolmabile.
Nuotiamo nel brodo di problemi infiniti che trovano soluzioni soltanto elettorali.
Siamo un paese in crisi. Che non appena qualcuno ha il coraggio di provare a riformare subito scende in piazza a difendere il privilegio, la furbizia, il proprio orticello.
Abbiamo dimenticato il bene comune. La scommessa per il Paese. Il sacrificio per crescere tutti.
A scuola si insegna l’azienda, il profitto e la furbizia. Educhiamo i ragazzi a sopravvivere in una selva metropolitana indifferente e violenta. La non violenza, la civiltà, il senso dello Stato, l’educazione alla cittadinanza sono per i figli dei fiori.
Vergogna. Senso di smarrimento.
Lacrime per quella famiglia e lacrime per l’Italia.
Fermiamoci tutti. Non ha più senso nulla.
E’ da questi eventi che si misura la temperatura della nazione. Il problema più grave però è scoprire che anche il medico è malato.
1 comment Sabato, 3 Febbraio, 2007



