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c’è grossa crisi
Catania sta morendo lentamente. E nonostante da buon acese dovrei perlomeno ridacchiare per campanilismo sotto i baffi questa situazione fa un pò incazzare. Volenti o nolenti Catania è per me e i miei amici la città che ci ha fatto studiare, la città in cui speriamo di trovare un lavoro, la città che per vita e attrattive culturali non ha paragone in tutto il Sud Italia. Catania ha incantato migliaia di studenti e visitatori per quanto è stata viva ed effervescente, per la sua vita notturna, i club, i teatri e gli spettacoli. Soltanto 15 anni fa sarebbe stato impensabile ritrovarsela adesso al buio per intere zone della città. Morta dentro perchè ormai senza speranza. Con una rabbia montante furiosa quanto cieca, miope fino alla nausea per quella abitudine tutta siciliana di subire e lamentarsi come se il destino non avesse un nome e un cognome e non fosse sotto i nostri occhi con tutte le sue responsabilità. Catania è ad un bivio, può risvegliarsi ed indirizzare la sua rabbia o può polverizzarsi in un instante sotto il peso dei debiti. E in tutto questo la cosa che fa più rabbia e che la sinistra democratica, non riesce a catalizzare interesse e passione civile. Ammorbata dalle discussioni sui leader, sui programmi e gli indirizzi non riesce nel suo compito essenziale, nella sua ragione stessa di esistere.Verrebbe quasi da pensare che ce lo meritiamo questo disastro.
2 comments Domenica, 21 Settembre, 2008





