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L’onda lunga o l’onda corta?
Sia chiaro: non avessi un piede rotto sarei stato al corteo a gridare che non è tagliando in maniera indiscriminata che si risolve la questione della scuola e dell’università. I soldi per l’istruzione non si toccano. Mai. Semmai si razionalizza lo spreco e si aumentano le risorse. Tre quarti degli stronzi che parlano di Scuola in Tv non ci mettono piede da decenni.
Sia chiara pure un’altra cosa però. Che riforme, controriforme e relative proteste e occupazioni e autogestioni e studenti in piazza in questi anni ne ho viste tante, troppe. E troppo blanda la protesta è stata quando al governo c’erano Prodi e la sua banda, perchè nei fatti a sinistra di mecenati della cultura e dell’istruzione saranno trent’anni che non se ne vedono.
E allora, ormai che la riforma è legge, aspetto che passi il furore e l’eccitazione di questi giorni. Con le piazze piene e i lunghi cortei è facile gonfiarsi il petto. Aspetto l’onda fra una decina di giorni, un mese. Quando la televisione avrà cambiato pollo da spennare e l’eccitazione neo-rivoluzionaria sarà passata. Quando i problemi veri resteranno e ne emergeranno di nuovi e quando questo autoproclamatosi nuovo movimento studentesco si troverà di fronte ad una scelta: inabissarsi e magari guadagnare una voce all’interno di un partito o continuare contro tutto e tutti a denunciare la vergogna della distruzione dell’istruzione pubblica italiana.
E appena mi rimetto, se nel frattempo non sarà tutto un ricordo…sarò anch’io parte dell’onda.

vignetta dal mitico: maurobiani.splinder.com
Add comment Venerdì, 31 Ottobre, 2008





