vivi, ama e fa cio che vuoi.

Ascoltando le parole dei giovani di questo video fossi in Roberto Saviano deciderei di lasciarla per sempre questa terra infame che sputa sulla verità e violenta il suo figlio migliore.

Non è epoca per cristi e profeti.

Che parta, viva e si innamori. Continui a scrivere, denunciare e fare luce sulla feccia di tutta l’Italia.

Continuerà a servire la sua terra e rispetterà la sua dignità di uomo liberandosi di una schiavitù non sua.

Non ha da rimproverarsi nulla, ha già dato tanto e sacrificato se stesso. E lo continuerà a fare, da lontano, da dove forse le cose si vedono meglio. A sporcarsi le mani significa che qualcosa si è disposti a perderla. Lui ha guadagnato la stima e il sostegno di milioni di italiani ed europei onesti. Ma se oltre a perdere la libertà rischia di perdere anche la vita deve andarsene, perchè la vita sta sopra ogni cosa. Se fossimo stati in un paese civile il problema, di una gravità eccezionale, sarebbe stato aggredito ALLA RADICE, che è ECONOMICA e POLITICA. Mentre in TV e sui giornali ci si limita a vuote manifestazioni di solidarietà e a frasi che mischiano buonsenso, mediocrità e qualunquismo.

Abbiamo avuto già le nostre vittime, e se lo Stato non sa proteggerti, sarai una guida e un testimone da fuori. Hai già scontato il tuo inferno Roberto, le parole sono pietre ma sono anche semi, vai tranquillo e orgoglioso di aver già seminato in milioni di cuori in pochi anni quello che centinaia di saccenti politici e professori non semineranno mai.

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a guardia e ladri

Oggi per caso mi è capitato di osservare una scolaresca in visita guidata a Catania.

In un momento di sosta, mentre alcuni giocavano tranquilli improvvisamente un gruppetto al grido di “Forza Catania” ha attaccato un’altro gruppetto che mimava manganellate e pugni.

Dal mimo si è passato presto alla rappresentazione. Due bimbi si sono accapigliati, uno è caduto per terra.

Intervengono le maestre.

“Gli ultras e i poliziotti”. Variante malata e violenta del mio innocuo “guardia e ladri” di bambino.

Il danno peggiore che fa la violenza di questi giorni forse ci sbatterà in faccia quando il seme dell’odio che si pianta oggi, domani diventerà pianta.

Dobbiamo fare qualcosa.

Basi Usa in Italia

Stimolato da Rosa 🙂 , ecco la fonte della mappa delle basi Usa in Italia che ho pubblicato.

E’ il mensile Carta, si trova in edicola, molti di noi lo conoscono e l’hanno acquistato.

Ecco il link:

http://www.carta.org/rivista/settimanale/2003/06/06mappabasi.htm

Il link che segue ha la stessa fonte ma vi risparmia il lavoro di cliccare su ogni puntino della cartina:

http://www.iraqlibero.at/pag/busa.htm

Due cose mi hanno colpito di questa storia:

Non c’è un elenco ufficiale delle basi Usa e Nato in Italia

Vicenza, in caso di guerra in Medioriente sarebbe la principale base d’assalto. Per non parlare di Sigonella.
Risultato? Parafrasando il poeta…per quanto noi ci crediamo assolti, saremo lo stesso coinvolti!

il 12 settembre

Fiori,foto,lacrime e telecamere. Nomi,folla,macerie e parole vuote.

Ogni, identico a se stesso, riaffiora il ricordo di quel giorno di settembre.

Ogni anno Bush è davanti alle telecamere e regala vuota retorica nazionalistica.

Ogni anno il terrorista di turno risponde con parole uguali e opposte.

Ogni anno si materializza il fantasma dell’ennesima guerra.

Fra poco andranno in Iran, così dimentichiamo Afghanistan e Iraq.

Cosa abbiamo risolto finora? Cosa risolve una guerra? Seminando morti cresce rabbia o speranza?

Lui parlava di un cambio di mentalità…e se iniziassimo a risolvere questi problemini: povertà  e ignoranza reciproca?

maurobiani.splinder.com

9/11

Orsigna, 14 settembre 2001.

Il mondo non è più quella che conoscevamo, le nostre vite sono definitivamente cambiate. Forse questa è l’occasione per pensare diversamente da come abbiamo fatto finora, l’occasione per reinventarci il futuro e non rifare il cammino che ci ha portato fino all’oggi e potrebbe domani portarci al nulla. Mai come ora la sopravvivenza dell’umanità è stata in gioco.

Tiziano Terzani

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voglio un altro mondo (anche usato)

L’ Italia è quel paese in cui un azienda privata di interesse pubblico paga 8 milioni di euro un signore che 15 anni fa conduceva Bim Bum Bam e oggi riesce a farsi inserire nel contratto una clausola che gli permette di parlare in TV anche di temi importanti e scomodi.

Attendiamo con ansia il giorno in cui parlerà del conflitto d’interessi e degli amici degli di SilvioB.





L’ America in Iraq ha un esercito in  cui una soldata può decidere di passarsi il tempo giocando con il corpo dei detenuti.

Applichi gli elettrodi e lo incappuci. Fai una piramide di corpi umani nudi e giochi a fare la faraona che scala la piramide.

Tutto lecito? No, per carità. Siamo in democrazia. Accusa, difesa, processo e giudizio. 6 mesi di condanna.

D’altronde se già a casa loro si comportano così cosa aspettarsi quando girano per il mondo?

Non veniamo a chiederci poi quale follia porta milioni di uomini a seguire uno stronzo con la barba e la mimetica che promette giustizia.





Qualcosa qui da noi non funziona bene. Anzi, non funziona per nulla.



Cose da pazzi (di Berlusconi).

Tanto per non farci perdere l’abitudine, lo zelo dei funzionari Rai nello spegnere qualsiasi voce di dissenso

forse sta raggiungendo livelli parossistici.

Il volto maschile più rassicurante, il giornalista emergente del Tg1, al secolo Francesco Giorgino è stato sospeso a tempo indeterminato dalla conduzione del Tg1.

Ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano "Libero" in cui legittimamente giudicava discutibili alcune scelte editoriali del direttore Mimun.

Ad esempio, ha dichiarato, si è trovato in disaccordo quando si è scelto di  tagliare i fischi a Berlusconi o inserire applausi finti nei servizi che riguardavano.

Guarda un pò che dichiarazioni rivoluzionarie…



Basterebbe un minimo di decoro professionale per vergognarsi a vita di queste infamanti tecniche da propaganda di regime.

Purtroppo però pare che la dignità non sia cittadina di questo Bel Paese.

Come se non bastasse, come nei migliori regimi, Mimun ha giustificato il provvedimento appellandosi ad una circolare interna che vieta ai giornalisti di rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione. A parte che dubito che una simile circolare sia costituzionale, avrei poi voluto vedere il comportamento di Mimun nel caso in cui Giorgino ne avesse tessuto le lodi…



Sogno quel giorno in cui tutti i giornalisti si ribelleranno a questa schiavitù dai partiti…

Ma mi sa che il "tengo famiglia" avrà ancora la meglio per molto sul "tengo dignità".